Metal Gear Solid 20

Il mito compie vent’anni.

Nel lontano 1987 un giovane Hideo Kojima progettava la trama di un videogioco che avrebbe cambiato il mondo dell’intrattenimento digitale, senza pensare che ben presto questa sua creazione sarebbe divenuta una pietra miliare per milioni di giocatori sparsi per il globo:
Metal Gear

Di fatto il vero e proprio BOOM, lo ebbe nella seconda metà degli anni ’90, quando una neonata PlayStation tesseva i fili per acquisire gran parte del mercato videoludico controllato allora solamente da Sega e Nintendo, proponendo titoli (ormai storici) del calibro di: Resident EvilTomb Raider, Final Fantasy 7, Crash Bandicoot e via discorrendo. Metal Gear Solid arrivò in Europa nel 1999 (USA e JAP nel 1998) presentandosi al mondo intero come terzo capitolo di una saga iniziata molti anni prima su MSX, continuata poi con MSX2, fino ad esplodere definitivamente con la potenza della prima console di casa Sony (non sottovalutate la potenza di PlayStation). L’impatto fu talmente esagerato da ridefinire un genere fino ad allora ritenuto “di nicchia”, diventando negli anni a seguire, una colonna portante del filone denominato “Stealth” che avrebbe da lì a poco, rivoluzionato il modo di giocare.

Lo "Stealth" secondo Kojima...

Metal Gear Solid

Alaska: anno 2005, Solid Snake viene mandato in una base militare in antartico per fermare il folle piano di un  terrorista chiamato Liquid e sconfiggere una macchina da guerra capace di lanciare testate nucleari a ripetizione: il Metal Gear Rex.

Non solo pixel

La limitata qualità della grafica dell’epoca, ha forse nascosto la vera potenzialità dei primi due capitoli della saga, ma la rivoluzione portata da Sony con l’uscita sul mercato della PlayStation e della risoluzione a 128bit, rese MGS un gioco innovativo e “differente” da ciò che proponeva la concorrenza in quel periodo. Il doppiaggio completamente in italiano del gioco, decretò il successo indiscusso sul suolo nazionale, portandolo in vetta alle classifiche di vendita e di popolarità tra tutti gli appassionati del settore. Ancora oggi, se si guarda a questo capitolo, balza subito alla mente il fatto di trovarsi i vari “Villain” con caratterizzazioni uniche, che nei primi due titoli era impossibile da dare loro (es. Psycho Mantis che legge la memoria…). La grafica all’avanguardia di fine secolo, ora fa sorridere, e i pixel sgranati con le varie limitazioni del periodo, ci riportano indietro nel tempo, dove il “4K” non lo si poteva nemmeno immaginare all’interno di un videogioco. Lo  spessore che trasmetteva (trasmette tutt’ora) “Metal Gear” era indiscutibilmente sopra ad ogni tipo di perfezione grafica. La trama da Film di spionaggio ha reso questo capolavoro videoludico un’icona anche per i non addetti ai lavori, suscitando interesse tra gli amanti dei classici spy movie.

Buon compleanno Snake

In realtà gli anni esatti sarebbero 21, ma in Europa questo gioiello è arrivato solamente un anno più tardi dall’uscita in patria  (JAP 1998). Sembra passato un secolo da allora e moltissime cose sono cambiate nel corso di questi anni (console, pubblico e modo di giocare). Personalmente credo che i fattori che hanno portato al successo questo titolo siano molteplici. Gli easter eggs (molto divertenti e a volte fuori contesto), i  costumi e personaggi sbloccabili (smoking in stile James Bond, la mimetica ottica e il fichissimo ninja Grey Fox) e altre curiosità nascoste lungo tutto il percorso da completare. La musica ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione del gioco, infatti senza di essa si avrebbe un prodotto bello solo per metà. Molti passaggi cruciali sarebbero risultati   poco coinvolgenti e “piatti” senza l’adeguato sottofondo musicale.

Fenomeno inarrestabile

Dall’uscita del terzo capitolo in poi, la saga di Metal Gear non ha più smesso di macinare consensi. Il secondo titolo per PlayStation fa ancora storcere il naso ai fedelissimi di sempre, nonostante siano passati molti anni dalla sua uscita (Sons of liberty– episodio non riuscitissimo quanto il precedente, ma fondamentale per il prosieguo della storia). Nel corso degli anni si sono susseguiti altri capolavori che hanno lasciato il segno. “Snake Eater” con una colonna sonora da brividi (link in basso), “Guns of the Patriots” e “The Phantom Pain” con una grafica al limite del realismo, per non parlare di tutti gli spin off per console portatili e capitoli molto “particolari”. Da tempo si vocifera anche di una trasposizione cinematografica, ma l’attesa è lunga e snervante e le notizie che trapelano dalle varie agenzie, dicono tutto e il contrario di tutto nello stesso articolo. Per chi invece è impaziente di vedere “Snake” e soci, in carne e ossa, consiglio la visione di questo Fan-Movie (o Fan Film) completamente auto-prodotto dagli stessi interpreti. Metal Gear Solid: Philantrophy.