Cellule embrionali

Molti anni fa un’amica che era in gravidanza mi parlò di queste bio banche presenti all’estero dove era possibile conservare il DNA e le cellule del bimbo appena nato tramite un prelievo dal cordone ombelicale. 

Le cellule conservate in crio generazione avrebbero potuto salvare il bambino durante la sua vita da alcune malattie molto gravi. 

Già a quei tempi mi sembrava una buona cosa e l’anno scorso, siccome ero in gravidanza, con il mio compagno abbiamo deciso di informarci meglio sull’argomento.

Regolamentazione:

In Italia non è possibile conservare privatamente le proprie cellule, a meno di casi particolari di malattie in famiglia  (es. Fratello maggiore dove la compatibilità è generalmente alta). Esiste una bio banca dello Stato Italiano dove è possibile anche donare il proprio materiale embrionale e metterlo a disposizione dei bisognosi, se l’ospedale lo prevede.

 

 

Se si decide invece di conservare per i propri eventuali bisogni futuri si deve ricorrere a banche estere (svizzere inglesi est Europa…)

Opinioni:

Ho letto moltissimi articoli di medici che sono a favore di questa pratica perché la ritengono utile e di medici che sono contrari.

Questi medici infatti sostengono che se il bambino contre una certa malattia non potrebbe salvarsi con i suoi stessi geni malati, quindi la conservazione è praticamente inutile.

Io non sono un medico, però ho letto che è un tema ancora molto poco studiato, perché la  ricerca deve ancora fare molto e ad oggi le malattie curabili con le cellule autologhe sono molto poche e sono malattie che generalmente vengono contratte in tarda età e non nel primo ventennio di vita.

Io e il mio compagno abbiamo deciso comunque di conservare le cellule della nostra piccola perché pur trattandosi di piccola probabilità ci siamo messi nei panni dei genitori che avrebbero avuto bisogno di queste cellule ma non le avevano conservate.

Procedura:

Ci sono svariate società che svolgono il servizio e spesso sono sostenute da intermediari in Italia.

La procedura è piuttosto semplice. Dopo aver convocato a casa un rappresentante che spiega il servizio e chiarisce i dubbi (questo passaggio è opzionale) si complila il form su internet e si viene contattati da un tutor che spiega i passaggi.

Se si decide di partorire in un determinato ospedale conviene prima chiedere all’ospedale se autorizzano il prelievo delle cellule, infatti non è scontato. Alcuni ospedali autorizzano per esempio la procedura per il sangue ma non per il tessuto ( cordone).

Durante la gravidanza

  • Contattare Sorgente e aderire al servizio. Recarsi presso la direzione sanitaria dell’ospedale per ottenere il nulla osta alla esportazione. L’ospedale per le pratiche chiederà dalle 150 alle 300 euro.
  • Un mese prima del parto effettuare degli esami ulteriori rispetto a quelli richiesti dal ginecologo. Generalmente gli esami sono anti HIV 1-2, HBsAg e anti HCV. In caso di positività dei valori non sarà possibile effettuare la conservazione ed il contratto verrà rescisso senza problemi.

Il giorno del parto

  • Portare il kit (che é arrivato in precedenza) in ospedale e consegnarlo al personale medico che effettuerà il prelievo del sangue e, se scelto dalla famiglia, del tessuto cordonale.
  • Contattare la società che entro i tempi invierà un corriere per il trasporto speciale alla voi banca.
  • La bio banca effettuerà la verifica sulla validità del campione e successivamente chiederà il pagamento della somma.

Dopo la nascita

  • Subito dopo il parto contattare Sorgente. Al 20°* anno si potrà decidere se estendere il contratto.

La scelta:
Noi abbiamo scelto questa società:

https://mobile.sorgente.com/Default.aspx?language=it-IT

Si tratta di una società molto seria ed a mio parere segue molto il cliente in tutti i passaggi.

Il nostro campione era idoneo ed ora si trova nella banca Biovault in Gran Bretagna per i prossimi 20 anni, poi si vedrà.

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