Casa dolce casa…

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Il primo di gennaio, io e il mio fidanzato, stiliamo una lista di cose da fare durante l’anno, chiamandoli “buoni propositi. L’anno seguente ci divertiamo a depennare gli obiettivi raggiunti e tirare le somme su tutto quello rimasto. Un proposito che ogni anno ci troviamo a riscrivere, è quello indicato nel titolo.

Forse siamo degli sfortunati cronici, ma ogni volta, per una ragione o per l’altra, non andiamo oltre la famosa proposta di acquisto.

La prima casa adocchiata era una villetta a schiera su due piani, di cui uno interrato. Faceva parte di un grosso complesso di villette in stile “villaggio“, in zona comoda sia con il lavoro, che con i parenti. Incontriamo il proprietario, che ci sembra subito una seria e senza troppi fronzoli, e ci accordiamo su un paio di cose.

Facciamo la proposta e nel frattempo metto in vendita il mio bilocale tanto piccolo, quanto scomodo (e brutto), quando un macigno piomba su di noi e ci spiazza completamente: problemi (seri) con il vicinato ci impediscono di lasciare in vendita l’appartamento. Ritiro subito dal mercato il bilocale. Nel frattempo, passano i giorni stabiliti per l’approvazione della proposta d’acquisto, facendo scadere l’obbligo a cui eravamo legati (fortunatamente) , il tutto senza penali a nostro carico (responsabilità dell’agenzia). Una buona notizia ogni tanto…

Anno nuovo, ricerca nuova! Ormai la causa per il bilocale è iniziata e ci vorranno anni ed anni prima di risolverla (vista la statistica italiana, i miei nipoti vedranno l’esito…forse), quindi con nuova consapevolezza, io e il mio compagno, ci mettiamo di nuovo alla ricerca di una benedetta casa.

Ne troviamo una molto bella e immersa nel verde e ci sembra un sogno: un grande giardino piantumato, due appartamenti indipendenti, l’uno sopra l’altro e molta, molta tranquillità. La nostra fantasia volava già verso l’aprire un b&b con frutta e animali allevati, il quale che avrebbe finanziato (almeno in parte) il lunghissimo mutuo che ci aspettava. La casa necessitava di qualche lavoro interno, ma tutto tranquillamente gestibile senza troppi problemi.

La casa era affidata ad una agenzia immobiliare della zona, di proprietà di un tizio: sudicio, arrogante e molto trasandato. Il suo comportamento era alquanto presuntuoso e pieno di sé e abbiamo fatto molta fatica a trattenerci (lo volevamo mandare a quel paese al primo incontro, ma la casa ci piaceva davvero). Il venditore era un signore anziano un po’ malconcio e dalla lunga esperienza nel settore edile, e ci ha preso subito in simpatia. Sembrava fatta. Dopo alcuni sopralluoghi fatti da professionisti (idraulico etc), nulla sembrava poter rovinare il nostro sogno e infatti, alcune settimane dopo, firmiamo la proposta.
A breve ci contatta l’agenzia per un incontro con il venditore. Per farla breve, avevamo ricevuto un “” a voce dall’anziano proprietario, ma quando è stato il tempo di firmare, per disaccordi tra agenzia e venditore (probabilmente il signore si era stancato delle “manfrine” dell’agente immobiliare), non abbiamo potuto più concludere la compravendita dell’immobile e noi siamo rimasti a bocca asciutta Qualche mese dopo ci viene detto che il proprietario è passato a miglior vita e ora la casa è in mano agli eredi provenienti da chissà quale paesino della Calabria

Non del tutto scoraggiati, inseriamo nuovamente l’obiettivo in lista per l’anno nuovo, sperando di avere seminato la sfiga che ci perseguita da tempo. Nel frattempo, qualcosa si è smosso sul mercato immobiliare e altre due soluzioni sembrano essere apparse all’orizzonte, proprio come un miraggio nel deserto.  Speriamo bene.

Post in continuo aggiornamento.

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