Scherzone in azienda!!!

Il carnevale si avvicina e in azienda si respira un’aria scherzosa. Qualche buontempone, ha escogitato una spassosissima trovata, per rallegrare l’ufficio e farci quattro risate tutti insieme. Sarà che il periodo è quello giusto, sarà che per molti qui dentro, la voglia di lavorare non è mai stata presa in considerazione, ma stamattina in bacheca, c’era affissa questa opera d’arte di livello elevatissimo.

Grasse risate!!

Verso le 07:15 di questa mattina, la geniale trovata sventolava fieramente nella bacheca principale, proprio vicino al timbtatore. La posizione strategica scelta dal misterioso simpaticone, non è del tutto casuale, infatti, così facendo, la geniale gag riesce a colpire quante più persone, perculando chi ancora mezzo addormentato si appresta a timbrare il proprio ingresso in azienda. L’ideatore di questa trovata, è un genio della risata, una persona fuori dal comune, dalle doti umoristiche pari solamente ai più grandi comici cinematografici.

Mike Tyson perculato, se la ride a crepapelle e ammette la sconfitta.

Alcuni dicono che lo scherzo abbia avuto una eco gigantesca, arrivando pure nello spazio profondo…

Risate verso l’infinito e oltre….

Ma,non è finita qui! La gag in bacheca, ha addirittura un seguito, molto più esilarante, di un semplice foglio appeso. Mi hanno riferito che alcuni personaggi discutibili di questa azienda (di seguito definiti come Colleghi) sono andati veramente in ufficio dai superiori a chiedere il modulo per l’aumento di stipendio e che si sono ritrovati di fronte alla continuazione dello scherzo precedente….

Il famoso tapiro d’oro

Degli scenziati della perculazione, grandi lumimari della burloneria d’ufficio, insomma: veri e propri Geni. Immagino le facce di chi si è visto consegnare il premio d’orato, invece di un meritato aumento (…).

Ho solo un paio di domande di fronte a tutto ciò. Ma nell’anno im cui siamo, chi può cascare ancora in una trovata del genere? Sicuramente dei cogl**ni (mi sono risposto da solo). Credo che già negli anni ’70, questa cosa fosse vecchia, ma soprattutto non hanno letto la parte centrale del foglio, prima di partire di tutta fretta verso gli uffici dei superiori? (facendo così una figura da stronzi). Ma forse, conoscendo i miei colleghi, è meglio non chiedere troppo a me stesso (credo che siano semianalfabete, ma sono cose delicate e non ho mai chiesto. Un po’ di sensibilità non guasta mai…).

Poi succede che…

Mentre bevevo il caffè della macchinetta automatica (così buono?) alcuni miei colleghi si avvicinano a me, cercando una finta complicità (dopo la figura fatta con i capi) e con l’occhio furbo, mi incalzano verso il foglio svolazzante in bacheca, dicendomi: chissà cosa ci sarà scritto in quel foglio. Ci vorrebbe un arabo per fargli tradurre la parte centtale, almeno ci leviamo il pensiero. Lo guardo con uno sguardo perplesso, ma allo stesso tempo sbigottito. Gli faccio notare con calma e modi gentili, sia che tutto quello è uno scherzo (brutto) e che il caffè della macchinetta fa veramente schifo. Continuando con il discorso, questo soggetto mi parla di scrittura araba incomprensibile e di qualche marocchino di sua conoscenza, che potrebbe tradurci quella cosa. Prendo il cellulare, apro Google traduttore e faccio una bella foto a quel foglio tanto misterioso, quanto…CHISSENEFREGA!.

“Questo libro è la lingua araba per il secondo grado di preparazione, il libro è sincero impegno per le direttive del Ministero della Pubblica Istruzione che il libro è legata al contenuto di vita degli studenti, e che l’equilibrio tra tradizione e modernità, e sostiene la motivazione degli allievi verso l’apprendimento….”

Dopo avergli tappato la bocca con una traduzione fulminea, il soggetto in questione, si defila tra le porte chiuse e quelle aperte dell’edificio, scomparendo in pochi secondi dalla mia vista. Mi ricordavun episodio successo alcune settimane fa, sempre qui in azienda e sempre con i miei colleghi. Più avanti ne parlerò, ma nel frattempo devo stare attento agli scherzi del misterioso burlone che si aggira per l’azienda. Chissà, il suo prossimo scherzo potrà essere una buccia di banana dietro l’angolo, una telefonata con pernacchia incorporata, oppure una banconota in terra, legata al filo di nylon. Staremo a vedere.

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