2019 odissea nella rete. Capitolo 1 [Internet]

Ormai al giorno d’oggi, qualsiasi cosa è connessa alla rete: Smartphone, TV, automobili, elettrodomestici e via discorrendo. La nostra società attuale è strutturata su di una cosa invisibile ma allo stesso tempo onnipresente chiamata Internet ed è un dato di fatto che indietro non si possa più tornare. Ma ne siamo proprio sicuri?

Internet ci circonda e decide il nostro modo di vivere e di fare le cose in qualsiasi situazione. La rivoluzione digitale fortunatamente ha permesso anche ai più restii l’utilizzo di nuove tecnologie ( anziani, nostalgici dell”analogico ecc.) e di destreggiarsi senza difficoltà nel labirinto del web, facilitandoci sempre di più la vita quotidiana (anche se la coda alle poste resta fissa e di prepotenza…). Insomma, chiunque al giorno d’oggi può collegarsi in tutta libertà a questo mondo virtuale e navigare negli infiniti (a volte paralleli) universi che offre la rete .

Perché questo preambolo scontato e praticamente inutile? Semplice, perché ho avuto fuori uso internet  per un tempo che sembrava infinito: 2 settimane.

Tutto partì da uno sfortunato giorno di dicembre, quando la malaugurata sorte mi portò ad incontrare un Promoter di una famosa azienda di telecomunicazioni italiana che mi attirò al suo bancone con una promozione veramente allettante. Sembrava fatta su misura per me, pensai, così chiesi qualche informazione a riguardo. Mi lasciai convincere a sottoscrivere un nuovo contratto di abbonamento, salutando definitivamente la vecchia e cara tariffa di un operatore concorrente. Da allora, la mia normale vita di “internauta” iniziò a prendere una piega che non mi sarei aspettato. Felice del nuovo abbonamento appena stipulato, me ne tornai a casa pregustandomi già la connessione tramite fibra in arrivo, inconsapevole del fatto di trovarmi di fronte ad un tortuoso (e snervante) percorso di disorganizzazione e scaricamento di barili, che nemmeno al porto di Genova….

Cronistoria dell’odissea dell’internet:

16 dicembre– Firma del nuovo contratto di abbonamento.

Anno nuovo….

Primi di gennaio– Tre settimane di attesa prima del contatto di un tecnico per l’installazione del nuovo modem, contro i 7 giorni dichiarati dalla venditrice al banco. Ma ci può stare, perché sotto le feste di Natale, tutto rallenta o addirittura si ferma per giorni e giorni e giorni….

Scollegato dalla rete

Prima settimana di Gennaio– Sollecitata, prima telefonicamente, poi di persona, l’uscita del tecnico per (ri)avere internet a casa, il quale arriva a controllare la linea: tutt’apposto!! – mi dice. Già parlava un italiano approssimativo, poi mi sono anche sentito preso in giro per come mi ha trattato, ma vabbè, per la fibra questo ed altro.
-Un paio di giorni dopo- Mi reco nuovamente al bancone giallo e faccio richiesta di poter avere un modemmuletto” di quelli dati provvisoriamente nel periodo di attesa per quello ufficiale (visto che il tecnico nei giorni precedenti l’aveva scordato…). Sbuffando, mi accontentano all,istante, anche se molto scocciati. Torno a casa, felice come una Pasqua e preparo il nuovo apparecchio, pronto ad assaporare la potenza “fibrosa“.
Attaccato alla presa di casa, seguendo dettagliatamente le istruzioni di utilizzo all’interno della scatola. Attendo qualche secondo, ma la linea non viene rilevata dai vari device, mentre una fastidiosissima spia rossa sul modem, sembrava che ridesse di me.

Per contenere la precaria situazione mentale, sono stato costretto sgranare ogni singola pallina del Rosario, soffocando le bestemmie prorompenti dentro di me. Da allora i miei occhi si sono iniettati di sangue in modo irreparabile e il mio odio è esploso come una bomba termonucleare verso l’azienda telefonica (dei miei c*****i).

Qualche giorno più tardi
Ritorno del tecnico (finalmente) il quale, dopo alcune telefonate (fatte a qualche misterioso personaggio) mi dice che il martedì successivo sarebbe arrivato il modem per la fibra via corriere e che nel frattempo avrebbe sistemato il disguido esterno sui cavi, sul camblaggio, sul collegamento e bla bla bla. Mi ha liquidato con una supercazzola prematurata con scappellamento a destra. Molto probabilmente il tecnico di cognome faceva “Antani“. Vabbè, chiudo anche l’altro occhio, cercando di non prendermela perché queste sono cose che succedono solamente a chi lavora e non sempre si può essere fortunati nella vita…..ma in realtà dentro di me, la blasfemia aveva preso il controllo da giorni…

-Il giorno successivo- Chiamo l’assistenza clienti per cercare una risoluzione al mio problema, ma invece di sistemare la cosa, l’operatore non capisce un c**zo e ne combina un’altra, facendomi spazientire pesantemente.
Alla seconda telefonata fatta al call center e facendogli capire che il turpiloquio non era più un problema per me, mi viene confermata l’uscita di un altro tecnico, ma questa volta mandato dal gestore della linea telefonica principale (TEAM, per non fare pubblicità a nessuno). Deus gratias!!!!

-Dopo alcuni giorni di attesa- Si presenta il tecnico telefonico (TEAM) “armato” di mille apparecchi elettronici ed una borsa degli attrezzi stracolma di cacciaviti. Dopo avere trafficato tra fili, modem e quant’altro, chiama a sua volta il call center dell’azienda fornitrice della fibra (RETEVELOCE), cercando di venire a capo del problema. Il tecnico sembra molto deciso sulla risoluzione della problematica e insistendo al telefono riesce a parlare con qualcuno alla sua altezza (confermo che alle volte al call center si trovano personaggi buttati lì…). Trovano il vero problema che affligge casa mia e la mia cara vecchia linea Internet, ma non dipende né da me, né da loro (TEAM). Dopo una lunga telefonata fatta perlopiù di termini tecnici per me irripetibili, il ragazzo si congeda dicendomi che sarei stato contattato a breve dai gestori della fibra (RETEVELOCE) per fare delle prove sul modem (arrivato un paio di giorni prima)….

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